Where the golden glow of the stone meets the deep azure of the Ionian Sea,
Eastern Sicily reveals itself as a timeless tapestry of ancient civilizations.  Between the perfect geometries of the Val di Noto,
the sun-drenched alleys of Ortigia floating upon the waves, and the ancestral echoes of Castelluccio,
history has found its eternal home. Here, beauty is more than a view – it is a sacred legacy carved by the sun,
inviting you on a journey where every step treads upon centuries of wonder..

TIPS

Insediamento preistorico di Castelluccio

Castelluccio di Noto (“U Castidduzzu” in siciliano) è un sito archeologico localizzato in provincia di Siracusa, tra i comuni di Noto e Palazzolo Acreide e che ha dato il nome all’omonima cultura di Castelluccio. Il sito fu scoperto dall’archeologo Paolo Orsi alla fine dell’800 e lo datò tra il XIX ed il XV secolo a.C. e, pertanto, alla prima età del bronzo siciliana. La necropoli consta di oltre 200 tombe a grotticella artificiale, scavate nelle pareti ripide della vicina cava della Signora. La più monumentale è la cosiddetta “Tomba del Principe” con un prospetto costituito da quattro finti pilastri. Dal sito provengono numerosissimi materiali ceramici, oggi esposti al museo archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa, oltre a reperti in bronzo e due famosissimi portelli tombali con incisi simboli spiraliformi. Inoltre sono stati rinvenuti degli ossi a globuli esposti al museo di Siracusa, di cui altre copie sono state rinvenute anche a Malta, in Puglia, in Grecia e a Troia.

Le città tardo barocche del Val di Noto

Castelluccio di Noto (“U Castidduzzu” in Sicilian) is an archaeological site located in the province of Syracuse, between the municipalities of Noto and Palazzolo Acreide, which gave its name to the Castelluccio culture. The site was discovered by archaeologist Paolo Orsi in the late 19th century and dated between the 19th and 15th centuries BC, thus dating it to the Early Bronze Age of Sicily. The necropolis consists of over 200 artificial cave tombs, carved into the steep walls of the nearby Cava della Signora. The most monumental is the so-called “Tomb of the Prince,” with a façade consisting of four false pillars. Numerous ceramic materials, now on display at the Paolo Orsi Regional Archaeological Museum in Syracuse, were found at the site, along with bronze artifacts and two famous tomb doors engraved with spiral symbols. Furthermore, some globular bones have been found and are exhibited in the Syracuse museum, and other copies of these have also been found in Malta, Puglia, Greece and Troy.

Il mare

l mare della Sicilia orientale, bagnato dallo Ionio, offre paesaggi variegati, da baie rocciose a lunghe spiagge sabbiose. Le zone più rinomate includono le acque turchesi del siracusano (Fontane Bianche, Vendicari), le spiagge dorate del ragusano (Punta Braccetto) e la suggestiva costa di Taormina, con la sua Isola Bella.

Le cave e i laghetti

La Riserva Naturale Cavagrande del Cassibile è stata istituita allo scopo sia di preservare le diverse ricchezze naturalistiche ed ecologiche del territorio in cui si estende, che per tutelare il profilo archeologico paesaggistico della zona, in quanto essa è stata, nel corso dei millenni, popolata e abitata dall’uomo che, tra vallate e costoni terrosi, si è adattato a vivere e a coltivare i prodotti della terra e di questa presenza sono rimaste notevoli testimonianze di tombe e reperti. L’area protetta ingloba un tratto, lungo circa 10 km, dell’asta fluviale del Cassibile, uno dei più importanti fiumi della Sicilia Sud-orientale, che, in seguito al fenomeno di erosione da parte dell’acqua, ha formato nel tempo vallate scoscese, chiamate appunto cave, di cui una delle più spettacolari da ammirare e percorrere è proprio la Cava Grande, considerata il più grande canyon naturale d’Europa.